Lavoro incentrato su ryotetori, katateryotetori e yokomenuchi: kokyunage, iriminage, tenchinage e ikkyo presentati, come ieri, in diverse varianti.
Ho apprezzato il fatto che venisse proposto un numero di tecniche superiore alla media a cui siamo solitamente abituati agli stage. Mi è capitato anche recentemente di passare un'ora e un quarto a fare ikkyo: nello stesso intervallo di tempo il maestro ne fa studiare almeno una decina... Aspetto che, a sentire alcuni commenti, ha fatto storcere più di un naso.
Sicuramente torniamo tutti a casa con diversi spunti interessanti. E come sempre, il lavoro maggiore non va fatto allo stage, ma nel proprio dojo nei mesi a venire.
Oggi mi hanno purtroppo anche informato dell'infame malattia che ha colpito un maestro che seguo da pochi anni, ma verso il quale nutro una stima profonda: un uomo fantastico, per quello che ho potuto verificare con mano nelle occasioni in cui ci siamo incontrati. Un signore di altri tempi che a quanto pare non riuscirà a vincere la sua battaglia più importante.
Di lui parlavo giusto qualche settimana fa agli amici più cari: dicevo loro che non potevano perdersi il suo prossimo stage. A differenza di quanto pensavo fino a 'stamattina, invece, non avrò più la fortuna di rivederlo.
Pomeriggio interessante al Saini, per il primo di due giorni di stage col maestro Osawa.
Mai praticato con lui fino ad oggi: l'avevo nel mirino da un po', e non potevo perdermelo proprio quando è la montagna a venire da Maometto.
Hayato Osawa, 61 anni, c.n. 7° dan Shihan, figlio del più che noto Kisaburo che studiò con O Sensei e fu per una decina di anni dojocho all'Hombu Dojo.
Primo raduno targato Aikikai d'Italia per il maestro: a quanto pare non ero il solo ad aspettarlo, visto il copioso numero di aikidoka di "altra provenienza" (un sacco le facce note che di solito becco...altrove...).
E' stato proposto un lavoro accessibile a tutti, fondamentalmente su katatetori e shomenuchi: ikkyo, nikkyo e sankyo in diverse varianti, iriminage e kotegaeshi. Interessante il parallelo tra soto-kaiten e uchi-kaiten.
Molti i punti in comune con la pratica "Hombu Style" a cui la maggior parte dei presenti è abituata da sempre.
Poche le differenze, probabilmente concentrate tutte nei movimenti essenziali del maestro. In qualche frangente - sto pensando a due varianti di sankyo - ho trovato più di una similitudine col lavoro tecnico che propone un noto sensei...caucasico.
Una delle poche volte in cui non mi lamento di qualcosa: vedremo domani, ma se il buongiorno si vede dal mattino...
Ieri sera vado a "liberare": inizio a cambiarmi, apro la borsa e vedo che le scarpe...sono rimaste sul balcone di casa. Già la voglia di giocare al lottatore autodidatta è poca, figurarsi quella di andare a prenderle e tornare in palestra.
Quindi? Che si fa? Idea!!! Back home, cena leggera (peperoni ripieni), cambio contenuto della borsa (pantaloncini e t-shirt out, GI in) e via a brasilianeggiare.
Alle 20.15 sono "da quegli altri" a chiedere se posso fare una lezione di prova.
Entro nello spogliatoio e incontro subito un ragazzo che, ogni tanto, da qualche mese, viene a fare un po' di libera "di là".
Alle 20.30 si parte: corsa, poi esercizi di riscaldamento a coppie. Mi metto col tipo di cui sopra, che ha più o meno il mio peso (81 io, 86 lui). Tutto bene fino ai piegamenti sulle braccia: quando c'è da farli stando sopra (a 90° gradi, le mie gambe sulla schiena dell'altro) tutto ok, ma quando passo sotto son dolori.
Alle 21.00, quando cominciamo col lavoro tecnico, potrei già andare in doccia tanto sono unto dal Signore.
Gli altri iniziano con una raspada laterale (partenza con uke che ha già passato la guardia); a me il capo invece spiega e fa provare la kimura.
Seconda tecnica: partenza in piedi, saluto, salto a cingere la vita di uke con le gambe e armbar "volante". Io invece gioco a fa' l'ammericano...
Finita la fase a coppie, ci si prepara per lo sparring: 6 "incontri", a giro, da 3 minuti (10 secondi di pausa tra uno e l'altro). Io me ne sto in un angolo a guardare.
Che dire. Condivido il parere telefonico di BellerofontE: il tipo sa di cosa parla e si fa capire quando spiega. Mi prenderò questo fine settimana per decidere: iscrivermi vicino a casa oppure qui.
La scelta è tra 3 lezioni da un'ora e 2 lezioni da 2 ore. Così su due piedi propendo per la seconda: un'ora in più di allenamento e un giorno impegnato in meno.